Il fascino della solitudine: mistica e vita di preghiera

La solitudine è alla base dell’incontro con Dio. Il colloquio interiore con Dio ha bisogno di un’atmosfera di silenzio, di raccoglimento, di fuga da tutte quelle occasioni che, quotidianamente agitano il cuore.

Si avverte quindi la necessità della solitudine fisica e del silenzio esteriore per vivere in modo più intenso la preghiera e la contemplazione… un desiderio sconfinato di staccarsi dal mondo per comprendere meglio il senso della verità. La solitudine diventa un’opportunità per dare una risposta al cammino della vita, per capire lo scopo dell’esistere, per meditare sulla presenza di Dio e stupirsi della Sua grandezza, per contemplare la Sua bellezza, per ascoltare con il cuore sgombro dalle ansie, la Sua parola.

Diventa quindi l’anello che unisce a Dio. Oggi più che mai, serve perché l’uomo ritrovi la sua dimensione spirituale, è la celeste possibilità dell’incontro, perciò la solitudine non è arido allontanamento, piuttosto è ricerca di Dio, desiderio di incontrarLo nel proprio cuore.

Tale scelta (di vita) così come lo è stata per tanti santi: S. Antonio da Padova, S. Teresa del Bambin Gesù, Madre Teresa di Calcutta… e molti altri… diventa la premessa alle esperienze mistiche che consentono di aprire con gioia le braccia all’altro e di cogliere nel suo volto quello di Gesù.