La condizione degli anziani oggi

Gli anziani sono già da vari anni soggetto di attenzione in molti Paesi per la loro crescente presenza nella popolazione, a seguito dell’allungamento dell’età media di vita.

Sono stati studiati sotto aspetti diversi: l’apprendimento, le occupazioni, la pensione, ma non sembra sia stata prestata sufficiente attenzione a ciò che serve all’anziano per condurre una vita soddisfacente dal punto di vista mentale e relazionale.

La vita psichica e di relazione sono entrambe già trascurate nell’età adulta, in favore dell’ottenimento di un benessere finanziario,  o di una cura eccessiva dell’immagine o di una tensione a raggiungere il successo. Il mantenimento di una buona condizione fisica che preservi da malattie non può costituire l’unico fine da perseguire.

Ciò si traduce nell’esclusione degli anziani dalla vita attiva della società e li porta a sviluppare una dipendenza dalla televisione come naturale compenso alla solitudine.

L’anziano avverte l’emarginazione a causa dell’età cronologica e questa condizione può produrre inerzia, passività, indifferenza o irrequietezza.


La percezione dell’anziano

Tutto ciò perché l’anziano viene spesso percepito come un diverso per le sue idee ancorate alla tradizione ed il suo comportamento difforme dagli altri, perché non più inserito nella società produttiva e perché resistente alle trasformazioni dell’ambiente che lo circonda.

Ciò provoca naturalmente una frustrazione, una crisi psicologica per la “messa in disparte”, per la perdita di un ruolo di presenza, per la sensazione di essere inutile e assente dalle manifestazioni socialmente gratificanti.

Già Cicerone affermava che «potrà essere vecchio il corpo, ma l’animo non lo sarà mai». È necessario promuovere una diversa cultura fra quei giovani che, considerando gli anziani “un fastidio”, “un problema”, evitano il rapporto con essi invece di ritenerli depositari di esperienza e di saggezza.

Per farlo bisogna incominciare dagli adulti perché possano costituire esempio per i giovani, per i loro figli, già da quando sono bambini; se questi vedono maltrattare in casa i nonni, ovviamente associano la vecchiaia ad un’immagine negativa.

Gli anziani inoltre, quando nonni, sono davvero una risorsa per la famiglia, basti pensare che in Italia oggi il 32% si occupa dei nipotini.

Indipendentemente dal dato statistico non può non essere accolto dai cattolici il messaggio di Papa Francesco: Noi viviamo in un tempo nel quale gli anziani non contano. È brutto dirlo, ma si scartano. Perché danno fastidio. Gli anziani, invece, sono quelli che ci portano la storia, che ci portano la dottrina, che ci portano la fede e ce la danno in casa e famiglia”.